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Incertezze sui campi elettromagnetici
La valutazione dei potenziali rischi dei
campi elettromagnetici è affetta da parecchie incertezze.
In particolare, diversi studi epidemiologici
suggeriscono l'esistenza di deboli correlazioni tra l'esposizione
a campi elettromagnetici e patologie nell'uomo.
Tali studi riguardano una larga gamma di
patologie e di condizioni di esposizione. Comunque, la maggior
parte delle evidenze scientifiche riguardano un possibile
incremento del rischio di leucemia infantile, associato all'esposizione
a campi elettrici e magnetici a frequenza di rete (50/60 Hz)
in ambiente domestico.
Altri dati scientifici, tra cui quelli di
un gran numero di studi condotti su animali, non confortano
questa conclusione, e molti degli stessi studi epidemiologici
presentano diversi problemi, tra cui un'insoddisfacente definizione
dell'esposizione. Gruppi di esperti che hanno analizzato queste
evidenze le hanno concordemente giudicate troppo deboli per
essere convincenti.
Per esempio, nel 1997 il Consiglio Nazionale
delle Ricerche degli Stati Uniti ha concluso che il complesso
dei dati allora disponibili non mostravano che l'esposizione
[a campi elettrici e magnetici a frequenza di rete in ambiente
domestico] costituisse un rischio per la salute umana.
Allo stesso modo l'ICNIRP, nelle sue linee
guida del 1998 per l'esposizione a campi elettromagnetici,
ha affermato che "i risultati degli studi epidemiologici su
esposizione a campi elettromagnetici e patologie neoplastiche
non sono tali da costituire una base scientifica su cui fondare
le linee guida per l'esposizione".
Nessun importante gruppo di esperti ha concluso
che esista effettivamente un rischio derivante dall'esposizione
a campi di bassa intensità.
Ma vi è chiaramente una notevole incertezza
scientifica ed anche un alto grado di apprensione nel pubblico
su questo tema.
Politiche cautelative
In tutto il mondo si è creato un crescente
movimento, dentro e fuori dai governi, per l'adozione di un
"approccio cautelativo" nella gestione dei rischi sanitari,
di fronte all'incertezza scientifica.
Come agenzia internazionale per la salute,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non consiglia
normalmente alle autorità nazionali di adottare politiche
che vadano al di là delle conoscenze consolidate.
Nella dichiarazione firmata a Londra durante
la "Terza Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute" nel
1999, l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata tuttavia
incoraggiata a tenere in considerazione "la necessità di applicare
rigorosamente il principio di precauzione nella valutazione
dei rischi e di adottare maggiori iniziative ed un approccio
più preventivo nei confronti di potenziali danni alla salute".
Sono state sviluppate diverse politiche di
cautela per rispondere alle preoccupazioni che sono state
espresse per problemi di salute pubblica, d'igiene del lavoro
e d'igiene ambientale, in un contesto d'incertezza scientifica.
Queste politiche comprendono:
- il principio di precauzione
- la "prudent avoidance"
- il principio ALARA.
Maggiori dettagli sulle prossime pagine.
il
principio di precauzione...
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