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ALARA
E' acronimo dell'inglese As
Low As Reasonably Achievable (il
più basso ragionevolmente raggiungibile). è una politica atta
a minimizzare rischi conosciuti, mantenendo l'esposizione
ai livelli più bassi ragionevolmente possibili tenendo in
considerazione i costi, la tecnologia, i benefici per salute
pubblica ed altri fattori sociali ed economici.
Oggi, il principio ALARA è usato soprattutto
nel contesto della protezione dalle radiazioni ionizzanti,
dove i limiti non sono stabiliti sulla base di una soglia,
ma piuttosto sulla base di un "rischio accettabile".
In queste circostanze, è ragionevole
minimizzare un rischio che si presume possa esistere anche
a livelli inferiori ai limiti raccomandati, considerato che
ciò che costituisce un "rischio accettabile" può variare molto
da individuo a individuo.
Il principio ALARA non è stato finora
applicato per stabilire politiche nei confronti dell'esposizione
a campi elettromagnetici.
In effetti, esso non costituisce una
politica appropriata per i campi elettromagnetici (che si
tratti di linee elettriche o di campi a radiofrequenza), data
l'assenza di qualunque valore di rischio atteso a bassi livelli
di esposizione e data l'ubiquità dell'esposizione stessa.
Politiche di cautela nei riguardi dei campi
elettromagnetici
La "prudent avoidance" ed altre politiche
di cautela nei riguardi dell'esposizione a campi elettromagnetici
hanno guadagnato popolarità tra molti cittadini, che pensano
che queste politiche offrano una protezione ulteriore contro
rischi scientificamente non provati.
Tuttavia, l'applicazione di simili approcci
è molto problematica. La maggiore difficoltà è data dalla
mancanza di chiare evidenze di danni sanitari dovuti a un'esposizione
cronica a campi elettromagnetici al di sotto dei livelli raccomandati
dalle linee guida, o dalla mancanza di qualunque comprensione
della natura del danno sanitario, ammesso che ne esista uno.
Mentre il peso delle evidenze che si richiedono
per attivare una politica cautelativa è indiscutibilmente
inferiore a quello richiesto per definire delle linee guida
di esposizione, è chiaro che un rischio deve essere identificato
e che occorre una certa comprensione di quali siano le condizioni
in cui questo rischio può verosimilmente presentarsi.
Un'altra difficoltà è l'ubiquità, nella società
moderna, dell'esposizione a campi elettromagnetici, a livelli
ed in intervalli di frequenze molto variabili. È quindi difficile
creare politiche cautelative che siano coerenti ed eque.
Per esempio, in tipici ambienti urbani si
trovano una moltitudine di sorgenti di radiofrequenze, che
vanno da trasmettitori a bassa potenza per telecomunicazioni
fino ad impianti a potenza molto alta per la diffusione radiotelevisiva.
E' difficile immaginare una politica cautelativa
coerente ed equa che minimizzi l'esposizione ai campi elettromagnetici
a radiofrequenza delle stazioni base per telefonia cellulare,
data la presenza di sorgenti molto più potenti nella medesima
area urbana.
Di fatto, i tentativi di realizzare una politica
cautelativa per le antenne della telefonia cellulare sono
stati generalmente fatti caso per caso, senza alcuna attenzione
verso altre sorgenti (molto più potenti) di energia a radiofrequenza
nell'ambiente.
Implicazioni per i limiti
stabiliti dalle linee guida...
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