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Introduzione

Nel mondo in cui oggi siamo abituati a vivere, siamo sempre più a contatto con apparecchiature che utilizzano l'elettricità per il loro funzionamento. Televisione, telefono, computer, elettrodomestici, sono tutti apparecchi frutto del progresso tecnologico che generano, in modi differenti, campi elettromagnetici..

L'interazione tra il corpo umano e campi elettromagnetici è uno dei temi più diffusi nel campo scientifico ed istituzionale, verso il quale l'opinione pubblica pone una grande attenzione.

Il problema non è nuovo. Da sempre l'uomo è circondato da campi elettromagnetici, solo che nei tempi moderni in cui viviamo, l'aumento delle tecnologie e di conseguenza dell'elettrosmog, ha sollecitato una sempre maggior attenzione verso l'argomento.

Che cosa è l'elettromagnetismo

L'elettricità è una forma di energia conosciuta sin dal VII secolo a.C. quando Talete di Mileto si accorse che strofinando l'ambra su una pezza di lana, essa aveva la capacità di attrarre a sé pezzi di stoffa o pagliuzze. Proprio dal termine ambra, in greco èlectron, questo fenomeno ha derivato il suo nome.

Solo centinaia di anni dopo si giunse ad una spiegazione scientifica del fenomeno: una volta che si strofina su di un panno, l'ambra si carica di elettricità, e le cariche generano un campo elettrico capace di attrarre a sé stoffa, carta ed altro. E quando le cariche elettriche sono in movimento esse generano anche un campo magnetico.

Campi elettrici e magnetici sono fenomeni tutt'altro che rari in natura. I fulmini ad esempio altro non sono che campi elettrici  e magnetici, che attratti dalla carica di segno opposto della terra, si manifestano nel modo spettacolare che noi tutti conosciamo.

Naturalmente anche le apparecchiature elettrodomestiche formano contemporaneamente campi elettrici e campi elettromagnetici. Il punto è riuscire a stabilire se essi siano o meno dannosi per la salute dell'uomo.

La fisica ci insegna che più alta è la frequenza (numero di periodi associati all'onda e misurati in Hertz), più aumenta l'energia ad essa associata e di conseguenza anche i campi elettrici ed i campi elettromagnetici. Dato che l'elettromagnetismo è sfruttato per la trasmissione dei segnali radio la distinzione tra radiazioni ionizzanti e non ionizzanti si rivela di importanza fondamentale: mentre le radiazioni non ionizzanti non provocano danni in quanto prive dell'energia necessaria,  le radiazioni ionizzanti sono quelle che hanno frequenze maggiori di cento milioni di Ghz e quindi possiedono una energia in grado di rompere i legami atomici e molecolari della materia con cui interagiscono modificandone lo stato chimico.

Infatti il processo di ionizzazioni può essere in grado di provocare danni alle cellule biologiche e di conseguenza provocare  danni alla salute.

Di seguito una tabella che indica le intensità dei campi elettromagnetici generati da elettrodomestici

Intensità del campo magnetico generato da apparecchiature di uso quotidiano

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