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Visione digitale

Anche se una decisione in tal senso non sarebbe stata presa sino al febbraio 1987, era a tutti chiaro che il lavoro si sarebbe concentrato su sistemi digitali. Era stato costituito un gruppo di lavoro per la telefonia paneuropea, il GSM appunto, ma era chiaro che per le implicazioni che esso aveva, serviva l'appoggio di alcuni pesi massimi della politica. Fu  nel 1984 che il progetto GSM ha ricevuto l' approvazione della Commissione Europea con implicazioni considerevoli durante gli anni a venire.

Nel 1985, la Repubblica federale di Germania, la Francia e l' Italia firmarono un accordo per lo sviluppo del GSM, ed un anno dopo si aggiunse il Regno Unito. In questi periodi il gruppo di lavoro stava continuando a percorrere strade economicamente vantaggiose.

Sin dall'inizio, il Gruppo di studio aveva presente che il nuovo standard da impiegare sarebbe stato digitale piuttosto che analogio, ed avrebbe dovuto funzionare nella fascia di frequenza dei 900MHz. La tecnologia digitale infatti combinava (e combina tutt'oggi) prestazioni e larghezza di banda. Cioè fa si che la trasmissione sia di alta qualità e consenta a più utenti simultaneamente di utilizzare la banda disponibile. In più, il sistema digitale consente lo sviluppo della sicurezza della conversazione e delle comunicazioni di dati.

Passando al digitale inoltre sarebbe stato possibile impiegare una vasta gamma di tecnologia al silicone con conseguenti, notevoli risparmi in virtù delle economie di scala. I terminali mobili sarebbe stati più facili da trasportare e più economici. Di fatto si stava studiando il telefonino per tutti.

Il catalizzatore politico


Era venuto il tempo che il GSM cercasse qualcosa di più che l'approvazione dei politici, anche perché i blocchi di frequenza necessari al funzionamento del nuovo standard nel frattempo, venivano impiegati anche per altri scopi. In breve lo standard GSM stava rischiando la morte prima della nascita.

Fortunatamente nel 1986 la richiesta da parte dell'utenza di telefonia mobile era superiore alle più rosse previsioni, fatto che di per sé era molto indicativo soprattutto per la Comunità Europea che intravedeva la speranza di nuove ed interessanti opportunità di lavoro, e per l'indistria della comunicazione mobile che doveva credere in un progetto a lungo termine, piuttosto che sui ritorni garantiti nel breve dalla tecnologia analogica.

La pressione di paesi come Francia e la Repubblica federale Tedesca fece si che la Commissione della Comunità Europea descrivesse la situazione ai capi degli stati membri durante una riunione tenutasi nel mese di dicembre del 1986. Il risultato fu una Direttiva che pose le fondamenta politiche per lo sviluppo del GSM.

La direttiva delineò un' introduzione coordinata del GSM sostenuta dall' EEC. Questo richiese il lancio d'un insieme limitato di servizi entro 1991, al quale sarebbe seguito il lancio completo nelle capitali europee importanti entro il 1993 ed il collegamento di queste zone in 1995.

La direttiva europea prevedeva anche che gli stati membri avrebbe dovuto riservare la banda dei 900 MHz, necessaria al funzionamento delle standard GSM. Il supporto politico era stato necessario per realizzare il primo obiettivo.

 

Il memorandum d'intesa...

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