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Il memorandum d'intesa
Gli sforzi compiuti fino a quel momento stavano regolando
in modo univoco l'industria delle comunicazioni mobili nei
vari paesi europei, ed i vari soggetti cominciavano a capire
i benefici derivanti dal diventare partner di un progetto
paneuropeo. Così tanta attività tecnica e politica richiese
un grande sforzo anche dal punto di vista della logistica.
Fu così che nel 1986 fu formato un nucleo permanente del GSM
con sede a Parigi.
Era chiaro che tecnologia e standard
stavano precedendo per il verso giusto. Ma ci sarebbe stato
un mercato? Chiaramente era essenziale per stipulare accordi
commerciale fra gli operatori potenziali che si sarebbero
impegnati ad effettuare i lavori stabiliti entro una determinata
data. Senza un tale accordo non ci sarebbe potuto essere il
network, senza network niente terminali mobili, senza network
e terminali, niente servizio.
Stephen Temple del Dipartimento dell'Industria
e Commercio del Regno Unito ebbe il compito di realizzare
il Memorandum of Understanding (MoU), ed egli era convinto
che il progetto dello Standard GSM avrebbe avuto successo
se almeno tre paesi avessero aderito al GSM entro il I luglio
1991. La potenza della visione della standard GSM era tale
e tanta che al 7 settembre 1987 gli operatori telefonici di
13 paesi aderirono con soddisfazione al MoU. In totale i firmatari
erano: Francia, Germania, Italia, Spagna, Norvegia, Danimarca,
Finlandia, Olanda, Belgio, Portogallo, Irlanda e due operatori
indipendenti, Cellenet e Racall-Vodafone.
La visione si trasforma in realtà
Mentre si stava stabilendo un fondamento politico per la rete
paneuropea, Il GSM stava lavorando sulle varie soluzioni che
avrebbero determinato lo sviluppo dei servizi di telefonia
mobile di seconda generazione.
Furono testati una decina di sistemi
per la trasmissione radio, che era quasi il punto fondamentale
in quanto dal corretto sviluppo di quel passaggio, sarebbero
dipesi aspetti importanti quali reperibilità e correzione
di errori nel segnale. Una delle conclusioni piuù importanti
alle quali giunse il gruppo GSM fu che doveva essere applicata
la tecnologia TDMA (Time Division Multiple Access), ben nota
ai maggiori costruttori di network quali Nokia, Ericsson e
Siemens e che quindi avrebbe consentito maggior flessibilità
e garantito l'immissione di nuovi prodotti sul mercato in
minor tempo.
Nel corso del 1987 fu approntato il
primo test per verificarne il corretto funzionamento. Dopo
essersi dati molto da fare, aver investito grandi quantità
di soldi, grattacapi e politica, la domanda era: funzionerà?
Dopo una serie di test con risultati
positivi, ed alcune piccole modifiche, la risposta fu: assolutamente
si! Nel febbraio del 1988 tutti gli operatori del MoU di tredici
differenti paesi, cominciarono a credere veramente nel progetto
GSM
Il compito da affrontare adesso era
quello di assicurare l'integrità del network, il suo corretto
funzionamento e il rigoroso rispetto delle specifiche precedentemente
stabilite. Tutto ciò nei vari paesi aderenti al MoU.
A tutto ciò si aggiungeva la compatibilità
con le linee ISDN, anche quelle digitali, nella convinzione
che in futuro, il mercato avrebbe richiesto l'implementazione
di nuovi servizi. Per avere idea di che cosa si intende per
specifiche di un network GSM, bisogna tenere in considerazione
che esse sono raccolte in ben 130 libri per un totale di 6.000
pagine!
Un ulteriore problema che sorse nel
1989 fu che il Dipartimento del Commercio e dell'Industria
della Gran Bretagna pubblicò un documento chiamato Phone on
the Move, che introdusse la telefonia mobile di massa nella
frequenza dei 18oo MHz.
Fu così che il governo Inglese dette
la licenza a due operatori, di iniziare a lavorare con il
sistema che sarebbe poi stato conosciuto con il nome diPersonal
Communications Networks (PCN). Il vantaggio di lavorare a
1800 MHz era, ed è, la capacità di contenimento di utenti
virtualmente illimitata, al contrario dei 900 MHz che di fatto
sono molto limitati.
Pronti per la partenza...
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