Guida alle nuove tecnologie.
Rubrica a cura della redazione di Multimediale.net
La struttura di un network di telefonia mobile Ai primordi, nel 1983 (!)
quando fecero comparsa i primi terminali mobili, non erano
basati sulla rete cellulare. Erano ricetrasmettitori molto
potenti, che potevano svolgere le loro funzioni in un raggio
di 50 miglia l'uno dall'altro. Chiaramente questo sistema
comportava diverse difficoltà è fu studiato
un sistema migliore per consentire le telecomunicazioni
mobili. Fu creato cioè il "sistema cellulare".
Il sistema cellulare altro non è
che un insieme di antenne che coprono una determinata area
disposte secondo uno schema ad esagoni, e tutti confinanti
l'uno con l'altro, dal quale tra l'altro, il sistema stesso
prende il nome. Infatti è sufficente dare un'occhiata
allo schema qui sotto riportato, per vedere come la disposizione
delle varie antenne sia molto simile a diverse cellule acorpate
una adiacente all'altra.
Questo sistema, che è poi la
base comune sul quale gli operatori hanno sviluppato, e
svilupperanno le loro reti comporta una serie di vantaggi,
primo tra tutti, la posibilità di ridurre la potenza
dei terminali. I costruttori hanno così cominciato
a ridurre le dimensioni dei terminali mobili, anche perchè
meno potenza in uscita significa meno fabbisogno energetico
e quindi batterie più piccole. Per avere un'idea
è sufficente considerare che se i primi terminali
avevano potenze in uscita nell'ordine dei 25 watt, oggi
i terminali mobili hanno potenze oscillanti tra gli 0.6
ed i 3 watt. Le reti cellulari hanno anche consentito di
aumentare il numero delle conversazioni disponibili contemporaneamente.
Con il vecchio sistema se ne poteva svolgere non più
di una, adesso sono molte di più. E' interessante
notare come il gestore al fine di evitare interferenze tra
le conversazioni assegni frequenze leggermente differenti
alle varie celle confinanti.
Appena premiamo il "tasto ON"
sul terminale mobile ci connettiamo alla cella dedicata
all'area dove ci troviamo in quel momento, e più
precisamente al "Computer-Controlled Switching Center",
il quale è collegato al "Mobile Telephone Switching
Office" (MTSO), che poi a sua volta è collegato
al sistema telefonico della compagnia di telefonia mobile.